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sabato 16 giugno 2012

A.A.A. cercasi casa

    Uno studio del 2008 ha stimato che nella capitale egiziana, la città de Il Cairo, mezzo milione  di abitazioni erano vuote ... vacanti ... sfitte ... utilizzabili ma inutilizzate (cifra che rappresenta il 17 per cento del casato). Questi alti tassi di abitazioni vuote generano una speculazione edilizia e difficoltà amministrative intorno alla vendita di immobili per il ceto medio, ma  le abbondanti unità abitative vacanti erano presenti anche nelle aree informali generando non solo un degrado urbano alla metropoli ma anche un'ulteriore difficoltà per gli abitanti più poveri. 1.
   Giusto per aver un'idea della cifra egiziana. Roma si aggiudica il primato tra le città italiane con quasi 250 mila di abitazioni vuote, la metà di quella egiziana.  

Fonte:

venerdì 3 febbraio 2012

Pucca

Cartoni animati, eh cosa ?! No no tranquilli  non scriverò del cartone animato coreano pucca. Con questo termine non viene chiamato soltanto la serie animata ed infatti  in questo post tratterò di ben altro, restando però sempre nella zona asiatica.

Geograficamente il Pakistan si sviluppa su un territorio vulnerabile ai disastri naturali, quali terremoti, tsunami, piogge monsoniche e alluvioni.
 A livello urbano e sociale si può affermare che gli alloggi cittadini dell'area Indo- Pakistana possono essere suddivisi in tre classi generali:  pukka, semi pukka e katchi 
La maggior parte delle abitazioni pakistane sono insediamenti profondamente precari, infatti la casa pukka o pucca, “Casa Solida”, è sì un alloggio costruito con materiali durevoli come pietra, cemento, calcetruzzo, legno, laterizi e/o metallo ma rappresenta soltanto il 21% degli alloggi totali del paese. L’alloggio katchi o kutcha, “Casa Sgangherata”, è un’abitazione costruita con materiali non durevoli e di facile degrado come paglia, bambù, cannucce, erba secca, fango, teli di plasitca e rappresenta il 39% degli alloggi pachistani. Le abitazioni katchi sono soggette a un facile rischio di collasso perché non hanno un adeguato sistema di drenaggio e anche a causa di tetti gocciolanti durante la pioggia. Mentre gli alloggi semi pukka, "Casa Semi Solida", sono una fusione tra i due e rappresentano il restante 40% degli alloggi totali. 
 Invece nelle aree periferiche i quartieri fatiscenti sono conosciuti con il nome di katchi abadis.

lunedì 21 novembre 2011

Un pò di terra d'oltremare

In questo breve articolo vorrei scrivere un pò di Egitto, ma non di certo un Egitto fatto di piramidi e faraoni di Giza o di luci e spiagge di Sharm El Sheikh ma de Il Cairo, aashwa'i e di ...

Nel campo urbanistico-architettonico egiziano, ed in particolare de Il Cairo, quasi la metà della superficie totale degli edifici residenziali privati (46,1%) sono stati costruiti e acquistati su terreni agricoli dove non vi erano piani di suddivisione e dove i permessi di costruzione non erano stati dati. Per questi insediamenti informali su ex terreni agricoli non si può parlare di un' ‘invasione sulla città’, in quanto agli inizi degli anni ’60 tali aree erano zone agricole ai magini della città ‘formale’, ma di ‘illegalità’ si, a causa della suddivisione di terreni edificabili senza permesso.
L’altra metà della superficie totale degli edifici residenziali privati (46,1%) sono aree informali su terreno vacante dello Stato. Questa tipologia di edifici nel tempo ha avuto uno sviluppo informale e illegale in quanto privi di permessi di carta legale. In ogni caso i coloni versano un’affitto simbolico (‘tahkir’) al Dipartimento del Governatorato di Amlak o una tassa di proprietà (‘awayyid’).
Un’altra tipologia di edifici informali è situata nella zona della città storica (4%) de Il Cairo, quest'ultima  presente prima delle espansioni del 1860. Qui si trovano le zone più deteriorate e affollate del tessuto urbano medievale come Darb el Ahmar e El Gamalia, ecc. Sono inclusi gli storici ‘borghi’ come Qait Bey e El Tonsa (contrariamente all’esagerazione giornalistica-mediatica, il fenomeno dell'occupazione nelle tombe come ad El’arafa, La città dei morti, è un fenomeno estremamente raro ad Il Cairo).
Una tipologia in minoranza (poco superiore l'1%) de Il Cairo di edifici informali è situata tra le tasche urbane deteriorate della città, in particolare quelle sviluppate intorno agli inizi del XX  secolo. Zone come Masr el Qadima, Hekr Sakakini in El  Wali e Teraael Towfiqia in Mataria.
In fine una curiosità, il termine aashwa’i è l’unico termine utilizzato ufficialmente per indicare delle aree urbanizzate  pianificate illegalmente e costruite in maniera degradata. Le aree aashwa’i non sono necessariamente delle baraccopoli pur essendo aree informali-illegali, con elevati livelli di sovraffollameno, scarsa accessibilità ad infrastrutture e servizi pubblici, mentre il termine baladi è usato soprattutto per descrivere le aree di residenze di abitanti poveri. 1.  
Fonte:
1.  Sims David, Understanding Slums: Case Studies For The Global Report On Human Settlements - Urban Slums Reports: The Case of Cairo, Egypt-, 2003, pp.04-07.