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martedì 19 giugno 2012

Kijiji: utilizzato dalla maggioranza

   Inizialmente credevo che con questo termine ci si poteva riferire solo al sito internet di annunci gratis, di vendita, affitti, acquisti, lavoro del gruppo eBay ma poi interessandomi di un altro argomento ho scoperto casualmente che ...
   In Africa gli abitanti di Nairobi, in lingua swahili, usano la parola - kijiji - (che significa villaggio/insediamento) quando fanno riferimento al luogo in cui vive la popolazione informale.  Gli abitanti di questi insediamenti non si considerano cittadini della città, in quanto sono esclusi dai servizi di base (acqua, elettricità, sistema fognario, servizio sanitario)  che caratterizzano la vita urbana cittadina e di conseguenza si vedono come coloro che vivono fuori dalla città.
   Il dover essere considerati al di fuori della città è ironico o meglio assurdo, poichè Nairobi possiede circa 3,5 milioni di abitanti di cui quasi 2  milioni  nelle baraccopoli che costituiscono la maggioranza della popolazione cittadina (60 per cento). Tale popolazione è raggruppata anche da ampie baraccopoli che possiedono anche picchi di densità urbana stratosferica, come l'insediamento di città diffusa di 90 mila persone per km quadro (come se ad esempio tale popolazione abitasse in una città circoscritta grande come il Battersea Park di Londra, una dimensione simile) oppure un'altro insediamento dove 400 mila abitanti vivono in tre km quadrati (dimensione molto simile al Central Park di Manhattan a New York) ma  in altri post tratterò con più precisione queste ultime due (non) città di città .1.

FONTE:

martedì 7 settembre 2010

Oggi? Periferie urbane

Per secoli la città è stata il simbolo del progresso, l’affrancamento dalla vita rurale, una liberazione che si manifesta tutt’oggi dai milioni di abitanti delle campagne che si spostano nei centri urbani. Considerando che oggi più della metà della popolazione mondiale vive in aree urbane e circa un miliardo in insediamenti informali, questo blog vuole mostrare una visione degli aspetti simili, ma soprattutto delle differenze, nelle periferie delle città dove spesso viene inglobato l’urbano al rurale, una sorta di periferizzazione del mondo.
Uno degli argomenti attuali, a cui un futuro progettista, un urbanista, un demografo, un antropologo o un sociologo, ma anche un economista cerca di trovare una soluzione, è l’esplorazione teorica delle diversità nelle periferie delle metropoli e delle megalopoli del mondo, quest’ultime presenti soprattutto nel sud del mondo. I nuovi centri dell’urbanistica non sono nelle città come Londra, Vancouver, Washington o Sydney ma nelle periferie, che definiscono la vera realtà delle nuove metropoli del XXI secolo, dove l’ambiente postmoderno cittadino è unito, e talvolta anche fuso, all’ambiente rurale, come dalle periferie latine di Rio de Janeiro a Città del Messico, passando per quelle sterminate asiatiche da Seoul a Mumbai, e ancora quelle arabe da Karachi a Khartoum e infine anche quelle africane da Lusaka a Lagos. Tale frantumazione delle periferie e aggregazione tra urbano e rurale è presente, anche se in minor modo, nei Paesi Sviluppati da Lisbona a New York .Il blog si pone l'obbiettivo di riflette, e far riflettere insieme, sui numerosi squilibri presenti nelle medie e grandi città soprattutto dei Paesi in Via di Sviluppo, ma anche dei Paesi Sviluppati, sia dal punto di vista morfologico del territorio sia del rapporto tra il territorio e le forme delle città.